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N. 8 - 30
Luglio 2006 |
Monte Camino – Le azioni dei corpi speciali durante la
guerra, la geologia, il paesaggio, la
natura, le curiosità di un’area tra le più suggestive del
massiccio montuoso dell’Alto Casertano.
STORIA E
SEGRETI DI MONTE LA DEFENSA
La First Special Service Force
Nelle scorse settimane una
troupe televisiva canadese ha effettuato delle riprese su
Monte la Defensa per rievocare una importante battaglia
della Seconda Guerra Mondiale. La scelta di questa
“location” per il documentario non è stata certamente
casuale. Infatti Monte la Defensa è un nome molto conosciuto
all’estero, soprattutto tra i veterani e reduci americani
che parteciparono alla “Campagna d’Italia”. Ed è proprio su
questa montagna del massiccio del Monte Camino che si svolse
la prima azione militare della “First Special Service
Force”, un corpo speciale formato da statunitensi e
canadesi.
Nel 1942 Churchill chiese agli
alleati americani di formare una unità speciale che fosse in
grado di annientare le linee di difesa tedesche nel sud
Italia. L’incarico fu affidato dall’allora Generale
Eisenhower al Colonnello Robert T. Frederick, che tramite
annunci affissi presso numerosi avamposti militari e
caserme, diede precedenza di adesione a boscaioli, guardie
forestali, minatori, allevatori (mandriani), cacciatori.
Furono reclutati 1800 uomini ed il gruppo speciale fu
costituito ufficialmente il 20 luglio 1942 a Fort Harrison,
vicino Helena nel Montana. I membri di questo commando
ricevettero un rigoroso ed intenso addestramento che
consisteva principalmente in lanci con il paracadute,
tecniche di combattimento con armi ed esplosivi,
esercitazioni di difesa personale, esercitazioni in zone
montagnose e con climi rigidissimi. Nel giro di pochi mesi,
Frederick organizzò un gruppo di uomini altamente
specializzati, che vide la prima operazione a Kiska, base
aero-navale giapponese, nell’arcipelago delle Aleutine, nel
Nord Pacifico, ma qui non vi fu alcun combattimento, in
quanto i giapponesi si ritirarono prima dell’arrivo degli
americani. L’unità così finì per essere impiegata nell’area
del Mediterraneo, ed il 14 ottobre fu imbarcata su un
piroscafo con destinazione Casablanca. Qualche settimana
dopo, il 19 novembre, sbarcarono a Napoli, e furono
sistemati nella vecchia scuola di artiglieria del Regio
Esercito Italiano a Santa Maria Capua Vetere. Il 3 dicembre
1943 la “Force” entra in combattimento, scrivendo la sua
prima pagina di gloria, scalando Monte La Defensa e Monte La
Remetanea, due strategici capisaldi posti sul massiccio del
Monte Camino, sul quale passava la linea fortificata tedesca
“Bernhard Line” (o “Winter Line”, come la chiamarono gli
americani). Il primo assalto fu guidato dal Generale Edward
H. Thomas e l’unità dimostrò subito di essere davvero
un’unità di impiego speciale. Gli uomini presero di sorpresa
le linee tedesche, con un silenzioso avvicinamento a zig-zag
attraverso i ripidi pendii del lato nord della Defensa. I
combattimenti su Monte la Defensa e Monte la Remetanea
continuarono fino al 9 dicembre 1943, quando i pochi
tedeschi rimasti si ritirarono o furono fatti prigionieri.
Questo avvenimento ispirò la realizzazione del film del
1968 intitolato "The Devil's Brigade" (La Brigata del
Diavolo) con l’attore William Holden. La F.S.S.F. operò
ancora nella zona a Sud di Cassino, sempre nel dicembre
1943, combattendo ancora su impervie ed accidentate zone
montuose, come Monte Sammucro, la Radicosa e Monte Majo.
Tra le numerose onorificenze
ricevute da questo gruppo speciale vanno sicuramente
menzionate quelle che riguardano la nostra zona:
Monte la Defensa |
3-6 dicembre 1943 |
Monte la Remetanea |
6-9 dicembre 1943 |
Monte Sammucro |
25
dicembre 1943 |
La Radicosa |
4
gennaio 1944 |
Monte Majo |
6
gennaio 1944 |
Le
pagine scritte dalla F.S.S.F. ad Anzio sono tra le più note
dell’intera Campagna d’Italia. Qui gli uomini si
guadagnarono l’appellativo di Diavoli Neri, per il fatto di
mimetizzarsi il viso e l’equipaggiamento con il lucido nero
degli stivali, visto che la maggior parte delle azioni
consisteva in incursioni notturne in territorio nemico.
Furono i primi ad entrare a Roma il 4 giugno del 1944.
Nonostante la First Special Service Force non fallì nessuno
dei suoi obiettivi, perse molti dei suoi uomini, che ora si
trovano sepolti nel cimitero del Commonwealth Britannico a
Cassino e nel cimitero di Anzio. Il gruppo Usa-Canada è
stato disgregato il 5 dicembre 1944, perché la Seconda
Guerra Mondiale era ormai diventata una cosa troppo grande
per un così piccolo gruppo. Una curiosità a proposito di
questo gruppo speciale: nel settembre del 1999, alla
principale strada che collega le città di Lethbridge, in
Alberta, Canada e di Helena, nel Montana, è stato cambiato
il nome con "First Special Service Force Memorial Highway"
(Autostrada commemorativa della F.S.S.F.). Questa autostrada
era la via che i volontari canadesi percorrevano nel 1942
per unirsi ai loro colleghi americani per seguire
l'addestramento a Fort Harrison.
La natura ed il paesaggio
Dunque il prossimo novembre la
televisione canadese History Television, rievocando quella
battaglia del dicembre 1943, mostrerà a milioni di Canadesi
la selvaggia e affascinante bellezza del “nostro” Monte la
Defensa. Probabilmente noi dovremo aspettare il prossimo
anno per vedere il documentario, ammesso che la mini-serie
di 4 ore sarà poi venduta ad una televisione italiana.
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Ma anche se il programma non
venisse trasmesso in Italia potremo comunque consolarci
recandoci di persona su questa montagna, per renderci conto
della sua posizione strategica rispetto all’area circostante
e perché questo posto fu scelto dai tedeschi per controllare
e fermare l’avanzata degli Alleati. Il periodo migliore per
un’escursione su Monte la Defensa è in primavera
(aprile-maggio) o in autunno (settembre-ottobre). Il
percorso per arrivare fino in cima non è difficile e con un
po’ di allenamento si riesce a coprirlo in circa 1 ora e 30
minuti. Si arriva in auto fino a Camino, a circa 600 m.
d’altezza. Da qui si parte a piedi seguendo l’agevole
sentiero che porta fin quasi alla cima, infatti l’ultimo
tratto, quello più difficile, di circa 500 metri, lo si
percorre camminando e saltellando sulle numerose rocce di
origine calcarea che coprono tutto il territorio intorno
alla cima (958 m.) della montagna. Lo sforzo (se vi sembra
tale) per arrivare in cima è ripagato dalla vista che vi si
presenterà agli occhi una volta arrivati: un panorama unico
con una vista a 360 gradi del territorio circostante.
Potrete ammirare parte dell’Appennino laziale e campano, il
vulcano spento di
Roccamonfina, Montecassino e, ancora, Mignano, il Monte
Lungo, S. Pietro Infine con il maestoso Monte Sammucro, S.
Vittore e la Radicosa e, se la giornata è senza foschia
vedrete con facilità anche il mare. Per questo è
consigliabile portare con voi oltre che una macchina
fotografica, anche un ottimo binocolo per poter ammirare lo
splendido panorama. Durante il percorso non sarà difficile
trovare rocce con impronte di fossili marini (a
testimonianza del fatto che una volta qui c’era il mare) o
alcune specie di fiori spontanei come la rosa canina o
diversi tipi di gigli e margherite selvatici. ….Detto questo
….. è auspicabile che gli Enti locali come la Comunità
Montana “Monte S. Croce” o il Comune di Rocca d’Evandro
istituiscano un sentiero naturalistico attrezzato e comunque
facciano il possibile per tutelare e valorizzare Monte la
Defensa, sicuramente un luogo di grande interesse
naturalistico, geologico e storico.
Giuseppe Giovini
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